Storia


Il Saluto introduttivo di Alberto Brasca

La prima occasione di contatto con l'Accademia Pugilistica Fiorentina l'ho avuta tanto tempo fa. Era l'estate del 1961 e venni a Firenze, da giovane pugile della Galilei di Pisa, per i Campionati regionali novizi che si tennero alla Casa del Popolo di Lastra a Signa. Ci alloggiarono in una pensione familiare in Piazza Indipendenza e ci condussero per il peso proprio all'interno della palestra dell'Accademia, al primo piano dell'edificio di epoca fascista, oggi sostituito dall'Archivio di stato, in Piazza Beccaria. Era una palestra molto bella per l'epoca: ampia, pulita, piena di attrezzature e con un grande ring. Incomparabile con le misere palestre che avevo sperimentato io sia a Lucca che a Pisa. Mi fece insomma subito impressione la modernità della struttura. Anche gli atleti dell'Accademia, che poi conobbi durante il torneo, mi fecero impressione. Erano tre: il peso gallo Carta, il superleggero Bartolozzi e il medio Cappelli, gli unici che con una bella divisa bianca facevano “squadra”. Non vinsero il torneo ma fecero tutti bella figura. Da quei giorni sono passati poi oltre trent'anni prima che ci fosse un nuovo contatto.

Entrai di nuovo per caso nella palestra dell'Accademia in un giorno assolato dei primi anni '90. Il Mandela Forum non si chiamava ancora così, era un palazzo ancora senza nome. La Palestra era nel sottosuolo, nello spazio originariamente destinato alla vasca tuffi del progetto originario di piscina olimpica, mai realizzato, e poi trasformato appunto in palasport. Lo spazio era soddisfacente ma molto mal messo: scarse attrezzature, qualche sacco molto usato, poca illuminazione, un ring piccolo e logoro sul fondo, pareti oblique e, giro giro in alto e a vista, un magazzino di tavoloni e cianfrusaglie a servizio del palasport. Un bel contrasto con la “granduer” della palestra di Piazza Beccaria che tanto mi aveva colpito.

Un giovane Boncinelli guidava silenzioso l'allenamento di quattro o cinque ragazzi. Mi presentai raccontandogli, credo, della mia passione antica per la boxe e appresi che prima di lui la palestra era guidata da Carlo Carta, quel ragazzino riccioluto e talentuoso che avevo conosciuto a Lastra a Signa trent'anni prima. Parlammo a lungo e fu subito amicizia.

Boncinelli era un po' sul pessimista: "Son tant' anni che non s'ha più un prima serie...". Ma era un pessimismo del tutto infondato. Già in quei giorni c'erano in palestra un giovane muratore, Abatescianni, che sparava bordate con mani pesantissime; un biondino secco, Recati, con un gancio sinistro che fulminava; e soprattutto un ragazzotto scuro e ridanciano, Leonard Bundu, che sprizzava talento da tutti i pori.

Io mi innamorai subito di questo piccolo mondo. Fu per me una specie di ritorno alla giovinezza. Quando poco dopo cominciò a frequentarla anche mio figlio la palestra divenne il mio bar, un punto di riferimento per le mie serate libere. Feci amicizia con i ragazzi, conobbi il presidente Bandelloni, fraternizzai naturalmente con i Sottili: Simone, il direttore sportivo; Ezio, il babbo e futuro presidente; Francesco, l'intellettuale di famiglia, oggi avvocato e speaker di qualità; Moreno Mencucci, allora l'ultimo campione dell'Accademia e attuale presidente.

Era nell'aria una voglia comune di fare, di crescere. Convincemmo il Comune a modernizzare la struttura. Rifecero la pavimentazione e gli impianti elettrici, fu schermato il magazzino, i Sottili la dipinsero a nuovo. Il salto di qualità fu avviato dalla doppia vittoria di Bundu e Abatescianni ai Campionati italiani. Io dico spesso che i pugili in una palestra sono un po' come i funghi in un bosco, se ne trovi uno buono guarda bene perché di sicuro lì intorno ne nasceranno tanti altri. E così fu.

Di lì a poco fu un fiorire di nuovi arrivi, di ragazzi con la voglia di provarci, di vittorie sempre più numerose, di convocazioni in nazionale. Boncinelli, frequentando gli allenamenti dei suoi ragazzi in nazionale, rubava giorno per giorno i "segreti" di Falcinelli, allora mister indiscusso degli azzurri. Non era più l'allievo un po' spaesato di Carlo Carta ma un tecnico sicuro di sé e di primissima qualità. L'Accademia pugilistica fiorentina divenne di nuovo una tra le più qualificate società del panorama pugilistico nazionale.

Nelle pagine che seguono ci sono le immagini e il racconto dei principali protagonisti degli ottant'anni di storia dell'Accademia e non compete a me richiamarli in questo saluto introduttivo. Mi limito a dire che ho vissuto con questa società emozioni forti e anche momenti di commozione. Non dimenticherò mai il pianto di Boncinelli quando in una sperduta cittadina svizzera Abatescianni vinse il suo primo torneo internazionale, o la gioia incontenibile per le strepitose vittorie di Bundu in Italia e all'estero. Ma ricordo bene anche tanti altri ragazzi che hanno arricchito con le loro vittorie di prestigio il blasone dell'Accademia, da Emanuele Schininà a Ivano Dagliana, da Davide Rettori ad Antonella Bellandi, da Rodrigo Bracco a Mohammed Obbadi, fino a Yassin Hermi, ultimo giovanissimo campione nazionale.

Ultima notazione, che mi pare doverosa, è la riconoscenza che nutro nei confronti dell'Accademia anche sul piano strettamente personale. In primo luogo perché è lì che è cresciuto e diventato adulto mio figlio Francesco, con una settantina di matches in maglia viola. Ed è lì che sono cresciuto anch'io come dirigente sportivo: prima come rappresentante della società nel Comitato regionale toscano, poi come Consigliere federale e infine come Presidente nazionale. Di sicuro tutto questo non sarebbe successo se quel pomeriggio dei primi anni '90 non avessi sceso la scaletta per il sottosuolo del palasport.

Chiudo con un auspicio. La sede attuale della palestra dell'Accademia è obiettivamente inadeguata a rispondere alle esigenze qualitative e alla domanda quantitativa dei ragazzi che vogliono oggi cimentarsi in questa difficile e meravigliosa disciplina. Sono a conoscenza che il Comune di Firenze ha già gli stanziamenti a bilancio per una struttura del tutto nuova e siamo in fase di assegnazione progettuale. Ecco, l'auspicio è che l'ottantesimo compleanno dell'Accademia sia l'ultimo dell'era della precarietà e che si possa effettuare presto il trasloco verso la sede ottimale che in tanti anni di attività ha dimostrato di meritare.

Alberto Brasca



La Storia


L’Accademia Pugilistica Fiorentina nasce nel 1938, fondata da Bruno Rossi, che nel dopoguerra diventerà presidente della Federazione Pugilistica Italiana.

Dell’originario Consiglio della società faceva parte anche il Dott. Maino, che negli anni successivi sarà Presidente del Comitato Toscano.

L’Accademia Pugilistica Fiorentina in origine faceva parte del G.U.F. (Giovani Universitari fascisti) che riuniva giovani di varie discipline sportive in un grande ambiente situato in via degli Alfani. Quindi nasce nel quartiere di Santa Croce e da lì sino ad oggi troverà collocazione sempre in quella parte di Firenze definita “di qua d’Arno”.

Durante la guerra, a causa dei giovani richiamati alle armi, l’Accademia sospende in pratica la propria attività, così come le altre società sportive.

Finita la guerra, insieme alla ricostruzione di Firenze così come in tutta Italia, iniziarono a nascere anche una serie di società sportive in particolare di pugilato, sport che allora insieme al ciclismo, accendeva gli entusiasmi e le rivalità molto più di quanto faccia oggi, dove solo il calcio ormai può vantare passioni di massa.

Le società di pugilato in quegli anni erano molte. L’Andrea del Sarto, l’ex Berta delle Cure, il Foscari, la Caiani e la Spes.

        (Foto autografata di Dino Ciappi)

Quest’ultima altro non era che l’Accademia Pugilistica Fiorentina, che aveva cambiato nome per evitare eventuali repressioni di qualche facinoroso per il passato all’interno del G.U.F. nel periodo fascista.

La palestra era allora in via de’ Macci, sempre nel quartiere di Santa Croce, presso una piccola chiesa sconsacrata. In fondo alla sala, quasi accanto al muro, c’era un piccolo palco in legno, sotto il quale si trovava nascosto un altare in pietra.

Sul palco fu montato un piccolo quadrato che, seppur di dimensioni modeste, riusciva a dare ai ragazzi la cognizione di ring.

Sul lato della stanza sedie ammucchiate una sopra l’altra e da un lato, accanto ad un piccolo gabinetto, una piccola stanzetta con una doccia alimentata da una bombola a gas, che puntualmente finiva, facendo così temprare d’inverno sotto l’acqua gelida il fisico ed il carattere dei giovani atleti.

Di lì a poco per l’Accademia Pugilistica Fiorentina riprese il suo nome e si trasferì in Piazza Beccaria, in una bella palestra accanto al cinema Cristallo, sopra i pallanuotisti della grande tradizione fiorentina, che spesso dividevano con i pugili la palestra per la preparazione ginnica, mentre i pugili che dovevano fare il peso talvolta scendevano nella piscina, dove il calore ed il vapore della stessa servivano in pratica da sauna.

Il locale era ampio, con lo spogliatoio alla destra dell’entrata ed una sala con al centro il ring e decine di pugili impegnati nell’allenamento, chi al sacco, chi alla corda, chi alla pera, chi a fare figure con il maestro, chi sul ring impegnato nelle sedute di “guanti”.

Quella di Piazza Beccaria fu per molti anni la sede storica dell’Accademia, quella che ancora molti fiorentini ricordano e che fu abbattuta, con tutto il suo edificio, alla fine degli anni ’70 per far spazio all’archivio di Stato, lasciando inspiegabilmente l’Accademia senza palestra, ospite del Boxing Club, la Società “di là d’Arno” nei locali de’ La Montagnola.

Solo nei primi anni ’80, nel 1984, l’Accademia poté riavere uno spazio proprio (dire una palestra sarebbe troppo!) in una stanza in Piazza di San Salvi, accanto alla Fratellanza Militare: la stanza era praticamente tutta occupata dal ring, ai lati del quale c’erano tre sacchi e due pere che servivano per allenarsi.

Finalmente nel 1987 alla società gigliata viene assegnata una nuova palestra all’interno del Palazzo dello Sport di Campo Marte, oggi Mandela Forum, dove tuttora si trova e dove è tornata a rinverdire i fasti di una grande tradizione sportiva.



I Campioni

Il primo grande campione in maglia gigliata fu Remigio Bollana, che conquistò il prestigioso trofeo dilettantistico “guanto d’argento” a Roma nel 1949, perdendo solo in finale in una rassegna che vedeva affrontarsi tutti i migliori dilettanti del mondo.

Lo stesso Bollana fu Campione Italiano Assoluti sia nel 1949 (edizione disputatasi a Firenze, dove Rodolfo Angelico, nei pesi mosca, fu sconfitto in finale da Zuddas) che nel 1950.

Tra gli anni ’50 e ’60 furono poi molti gli atleti a distinguersi a livello nazionale ed alcuni a livello internazionale: tra quest’ultimi il peso medio Guido Mazzinghi, fratello del maggiore Alessandro “Sandro”, che fu semifinalista alle Olimpiadi di Helsinki nel 1952, Campione Italiano Assoluto nel 1953 da superwelter e Campione Italiano tra i professionisti nei pesi medi.

Campione Italiano Assoluto tra i dilettanti fu poi nel 1954 il peso superleggero Nedo Stampi, che poi ebbe una brillante carriera anche da professionista.

Gli anni ‘60 sono dominati dalla figura di Fernando Atzori. Il peso mosca dell’Accademia vinse la medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Tokio del 1964. Nello stesso anno conquistò l’oro ai Giochi del Mediterraneo. Nel 1963 il pugile dell’Accademia si aggiudicò i Campionati Mondiali Militari ed il titolo di Campione Italiano dilettanti. Titolo vinto nuovamente nel 1964.

(Tokio 1964 - Bertini si congratula con Atzori per la medaglia d'Oro)

Da professionista poi Atzori fu Campione Europeo per molti anni, dal 1967 (titolo conquistato a Firenze, impresa poi bissata da Leonard Bundu), al 1973.

Romano Mugnai nel 1975 conquistò il titolo di Campione Italiano Assoluto e nello stesso anno fu anche medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo.

Mugnai, insieme ad Alessandro Bini e Moreno Mencucci (attuale presidente dell’Accademia) fece anche parte della Nazionale.

Erano ancora gli anni della palestra in Piazza Beccaria, con il mitico Maestro Dino Ciappi, anch’esso gloria dell’Accademia da pugile, anni di grandi successi.

Arrivando ai tempi più recenti l’Accademia è ritornata ai grandi fasti dagli anni ’90. Il personaggio principale di questa lunghissima serie di successi è naturalmente Leonard Bundu. Il peso welter originario della Sierra Leone imporrà la sua classe sia nel mondo dei dilettanti, sia in quello dei professionisti. Parlando del primo Leonard è medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo nel 1997. Nel 1999 conquista la medaglia di bronzo ai Campionati Mondiali di Houston. Negli anni 1998 e 2002 è Campione Italiano Assoluto e nel 2000 è olimpionico a Sidney. Inoltre, sempre da dilettante, Leonard è stato Campione Italiano Novizi e Dilettanti seconda serie, vestendo la maglia Azzurra della Nazionale in ben ottantotto occasioni, riportando fior di successi in Tornei Internazionali.

Passato professionista nel 2005, Leonard è il primo atleta a salire i gradini che portano dal seminterrato della palestra al parquet del Mandela Forum; riuscendo a conquistare, davanti a migliaia di spettatori, su quel palcoscenico tutti i suoi titoli in carriera.

Nel 2007 Leonard conquista la cintura IBF del Mediterraneo. Nel 2008 diventa Campione Italiano e nei successivi due anni è Campione dell’Unione Europea ed Intercontinentale WBA.

Il 4 Novembre 2011 - 44 anni dopo Fernando Atzori - Leonard Bundu è Campione D’Europa, cintura difesa con successo 6 volte, fra cui 2 in Inghilterra, fatto se non unico almeno raro. Il 22 Aprile del 2016 Leonard, dopo aver perso ai punti con Thurman nel match per il mondiale WBC ad interim, batte per KO tecnico il finlandese Koivula e torna sul tetto d’Europa. Formidabile il colpo che spegne le speranze del finlandese, un gancio sinistro al volto che Leonard esplode in guardia mancina.

Con il passaggio di Leonard Bundu al professionismo si è aperta una collaborazione, ancora attiva, con il promoter Mario Loreni; oltre a Leonard ha fatto parte della scuderia Loreni anche Rodrigo Bracco, ad oggi sono legati al promoter bresciano, Angelo Ardito e Mohammed Obbadi.

Ma questi lunghi anni non sono solo Leonard Bundu, la palestra trovata una sua connotazione precisa e sotto la guida tecnica del maestro Boncinelli, è capace di favorire la crescita di tanti atleti e di conquistare molti allori, sia nell’ambito del dilettantismo che in quello del professionismo.

Nel 2000 si laurea Campione Italiano Assoluto Emanuele Schininà, anch’esso poi Azzurro della Nazionale. Tra il 1997 ed il 2007 hanno conquistato il titolo di Campione Italiano tra i dilettanti seconda serie: Domenico Abatescianni (pesi piuma), Massimo Recati (pesi piuma), Ivano Dagliana (pesi leggeri), David Rettori (pesi medi) e titolo Italiano femminile Antonella Bellandi (pesi leggeri).

(Brescia 2012 - Leonard Bundu indossa la cintura di Campione d'Europa)

A completare lo squadrone di quei tempi ottimi pugili prima serie come: Francesco Brasca, Niccolò Miniati, Rodrigo Bracco ed Angelo Ardito.

Bracco e Ardito hanno trovato gloria anche nel pugilato professionistico. Rodrigo ha conquistato, nel 2010, il vacante Titolo Nazionale dei pesi gallo con Antonio Pio Nettuno. Rodrigo vanta in carriera anche due tentativi di conquista di titoli internazionali: il Campionato Europeo versione EBU ed il titolo dell’Unione Europea; oltre ad ulteriori due match vittoriosi per la corona nazionale, sempre con Nettuno.

Mentre Angelo, che ancora oggi è uno dei migliori pesi superpiuma a livelli nazionali, è stato in possesso della cintura di Campione Italiano, poi difesa positivamente con Nicola Cipolletta.

Sempre parlando di professionismo ricordiamo il titolo di campione dell’Unione Europea conquistato il 19 Novembre 2016 da Mohammed “Maravilla” Obbadi.
Moha nell’occasione ha battuto il rumeno di passaporto spagnolo Silvio Oletanu, già Campione Europeo e challenger mondiale.
Lo stesso Mohammed Obbadi nella categoria dilettanti ha riportato le vittorie al Torneo Guanto d’Oro d’Italia nelle edizioni - 2013/2014. I due successi vanno a sommarsi a quello del 2012, che Moha ha conquistato quando era in forza alla Pugilistica Cascinese.

Dall’ottobre del 2015 al luglio 2016 il pugile Fabio Turchi si è allenato presso la nostra palestra. Sotto la guida del Maestro Boncinelli il pugile fiorentino ha esordito nella categoria professionisti riportando sei vittorie su altrettanti match. Attualmente Fabio è allenato dal babbo Leonardo e, dopo aver ottenuto la cintura di Campione Italiano per la categoria cruiser, è attualmente campione del titolo Internazionale WBC Silver, cintura difesa  il 2 febbraio 2018 al Mandela Forum di Firenze.
(Scandicci 2016 - Obbadi fresco Campione dell'Unione Europea mette KOT Shubitizde)  

Nel 2016 il Maestro Boncinelli è stato dichiarato miglior tecnico d’Italia, articolo apparso sulla rivista Boxering web a firma dell’autorevole giornalista Dario Torromeo.

Il 29 Ottobre 2017 Yassin Hermi trionfa ai Campionati Italiani Junior edizione 2017, svolti a Roccaforte Mondovì. Il pugile dell'Accademia si aggiudica il titolo dei 66 chilogrammi battendo in finale il lombardo Grimaldi.

Con Bundu e Schininà hanno vestito la maglia Azzurra della Nazionale: Domenico Abatescianni, Ivano Dagliana, David Rettori, Antonella Bellandi.

Tornando al 2 Febbraio 2017 ed a Leonard Bundu, ricordiamo che l’atleta formato all’Accademia, in quella data, è premiato con la massima onorificenza cittadina, ovvero il fiorino d’oro. Il premio Leonard lo riceve al Mandela Forum in una serata di grande pugilato dalle mani del Sindaco Nardella. In quell’occasione Leonard, ormai ritirato dal pugilato attivo, dimostra di aver aperto la strada per altri illustri fiorentini che anche grazie a lui sono pronti a combattere in un Mandela Forum gremito ed a portare il pugilato fiorentino nel mondo.



I Presidenti

Dal 1938 Bruno Rossi, a seguire fino ad inizio anni ’60, Papi. Dal 1962 al 1967 Gualtiero Volterra. Dal 1968 al 1973 Adriano Barona Rizzotti. Dal 1974 al 1978 Lorenzo Papi. Dal 1979 al 1985 Franco Ciardini, dal 1986 al 1997 Paolo Bandelloni, dal 1998 al 2014 Ezio Sottili. Dal 2015, tuttora in carica, Moreno Mencucci.



I Maestri

Tra i Maestri dell’Accademia il primo fu Mario Farabullini. A seguire Dino Ciappi (dal 1946), poi Ulivelli, Quadrini, ancora Dino Ciappi, che coadiuvato da Mancini guiderà fino alla fine degli anni ’70 l’angolo dell’Accademia. In seguito Carlo Carta - coadiuvato da Emilio Pisani - fino ad arrivare nel 1987 ad Alessandro Boncinelli, tuttora Maestro titolare dell’Accademia, coadiuvato dal 2009 da Paolo Vignoli.


I quadri sociali attuali

Presidente onorario: Ezio Sottili

Presidente: Moreno Mencucci

Vicepresidente: Fabrizio Frosali

Direttore Sportivo: Simone Sottili

Tesoriere: Massimo Nascimbene

Segretaria: Giulia Giacomelli

Consiglieri: Francesco Sottili, Paolo Vitullo, Francesco Manca

Addetto stampa e comunicazione: Massimo Capitani





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